Racconti Erotici 

Miguel

-Miguel…
-Grazie di essere venuto…
-Non ne parliamo, dimmi di Graciela…

La figlia… 27 anni, bella come il sole, pulita come l’acqua di sorgente, la linfa dei suoi rami… ci credo che si sia rinsecchito!
Mi racconta… i suoi occhi si inumidiscono, la sua voce si rompe, sta morendo di nuovo, lo tiene vivo solo una cosa.
Graciela… una laurea in legge, un incarico governativo, la sua inchiesta su una grossa speculazione edilizia, poi… la vampata di una esplosione, la sua auto che prende fuoco… e lei non c’è più!
E’ cenere.

-Voglio giustizia, anche vendetta si…
-Va bene… Miguel…
-Prometti… promettimelo…
-Te lo prometto… te lo devo… dimmi chi…
-Estella Gomez… Estelita…

Estelita?
cazzo no… cazzo no… no…!

-E’ cambiata non è quella di una volta…

sw3

Non lei… no Miguel… non lei…

-Una vita per una vita… ricordi…? Me lo devi… paga il tuo debito…

Mi dice… la società della speculazione è sua, ci ha investito tutto il suo patrimonio, l’inchiesta se proseguiva l’avrebbe rovinata, il tentativo di corruzione, l’intimidazione, le minacce… e infine l’attentato.
cazzo no… non lei… non Estelita…

-E’ sposata ora… con Esparte…
-Va bene Miguel… lo farò, dimmi di lei… dove abita, cosa fa, tutto…

Lo ascolto, mentre con una parte del cervello torno a quindici anni prima.
Estelita… Estelita… Estelita…

-Bene Miguel… ora ascoltami bene… mi procuri una Beretta… usata… non nuova, ma senza precedenti… mi hai capito? Pulita, tre caricatori… e il silenziatore…
Mi interrompe…
-Ho una Sig… se ti va bene… una P230… è un ottimo ferro… pulito…-
Si… mi va bene.
Continuo…
-Tu sparisci… da domani e non ci vedremo mai più… almeno in questa vita, tornerai a cose concluse, mi serve un auto, non appariscente ma sicura e un autista, uno sveglio che mi faccia da guardaspalle, uno al quale non ci tieni… mi capisci Miguel? Uno al quale non tieni…

Lo guardo uscire.
Miguel, cazzo… cercavi la libertà, una vita migliore per te… per la tua famiglia e invece?
Ricordi ancora, Miguel?
L’inverno sul lago?
Rivedi l’orrore?
Lo rivivi?
Io si… e forse anche tu.
Vida de mierdas… como siempre… como siempre!

Ho bisogno di annegare… di sprofondare in qualcosa, ho una nausea che tra poco vomito, possibile che la mia vita non possa propormi che queste cose?
Vedo dove trovar sollievo per un paio d’ore, è insieme a un vecchio gringo, un … americano dimerda, è unaputtana… ma bella… bella! Come lo possono essere le ragazze di qui, bruna di colorito, capelli neri… lucidi, la pelle di pesca, un granculo.
Tiro fuori un venti dollari e chiamo il cameriere, un uffiano furbo e glieli do… gli dico…
“Vai da quella puta… e digli solo… quinientas dolares… e mi indichi…
Prendo cinque biglietti da cento dollari e li apro a ventaglio mentre lei mi cerca con lo sguardo.
Ahahah… visto?
Lascia lì il gringo sbigottito e mi raggiunge. cazzo…. ci credo.
La porto in camera, me ne sbatto delle regole dell’hotel.
cazzo… Estelita… non tu… non tu!
cazzo… devo perdermi, devo smarrire realtà e ricordi, devo usare lafica di questa per cercare un pò di sollievo, cazzo… è bella, è carina di modi, quasi tenera, ma è possibile? Anche questa deve farmi compassione?
Ha davvero la pelle di pesca, color dell’avorio antico, labbra di corallo, unghie scarlatte.
Bella sei… dai… dammi l’oblio!
Le sto leccando lafica, non èè depilata, curata si, ma non depilata, leccolafica di unaputtana, si leccoanche ilculo a questaputtana, e lei sente… sente la mia disperazione, cazzo…. e mi diventa partecipe, si lo sento, ora non lo fa solo per i soldi, lo fa perché le piace, voglio che me lo prenda in bocca.
Dai…. sucòhia… succhia…!
Fammi morire, fammi morire… e resuscitami e fammi morire ancora!
Dai!
Mi beve… tutto… mentre la tengo per i lunghi capelli, mentre le tengo la testa forte… e urlo… urlo!
Poi… neanche un attimo di riposo, è una frenesia che mi possiede e la prendo… cerca di propormi il condom.
cazzo… che mi frega se sei impestata? Tanto non vivrò abbastanza da ammalarmi!
Non è una scopata, è una vera violenza quella alla quale la sottopongo…. ma lei è tenera, subisce e non si lamenta.
cazzo… donne!
Siete davvero il riposo del guerriero!
Voi siete il rimedio, il balsamo, voi potete guarire le ferite, quelle guaribili, ma non le mie… non le mie!
Fra una scopata e l’altra… mi dice di lei, si chiama Maria Pilar, ha vent’anni.
cazzo… sei una bambina… una donna bambina.
Mi servi bambina… dai girati… mettiti in ginocchio, dai… appoggia la testa e apri quelle stupende chiappe che hai!
Dai che ti lecco quel bel buco delculo che hai!
Dai… te lo insalivo bene e poi tiinculo, si… tiinculo, voglio il tuoculo… Maria Pilar!
Estelita… mentre le sfondo ilculo penso a te, sono stato il tuo primo amore, sono stato il tuo primo uomo, abbiamo sognato una vita in comune, si… abbiamo condiviso i nostri sogni di gioventù..
E ora?
Io… un uomo senza vita e tu che la stai per perdere.
Ti penso Estelita, mentre la donna che mi ha regalato queste poche ore di sollievo dorme accanto a me, tra poco la sveglierò e ricomincerò, lo so… vorrò ancora il su … la suafica, la sua bocca.
La mattina arriva finalmente, la porto a colazione e quanto mangia!
Io? Ah… non riesco a bere altro che caffè.
Sei felice ora, in questo attimo… Maria Pilar?
Hai fame, hai vent’anni, hai cinquecento dollari.
Invidio i tuoi vent’anni… Maria Pilar.
Invidio la tua innocenza… puttanabambina.
Mi lascia Maria Pilar.
Ha gli occhi lucidi, no…. no… non voglio, non dirlo!
Vattene, scappa.

Arriva il ragazzo di Miguel, Alfonsito, mi sembra uno sveglio, gli spiego cosa voglio da lui.
Studio la casa di Estelita, studio la sua vita, studio le sue abitudini.
Lascio l’hotel, taxi per laeroporto e prendo un volo per Panama City, scendo all’Holliday Inn, ci dormo una notte ma mantengo la camera e prendo il bus per Canoas… il confine e da qui per Golfito.
Trovo ad aspettarmi Alfonsito, il mio autista.
-Hai la pistola Alfonsito? Si…? Bravo… dammela…
Una Sig P230, provo lo scatto del meccanismo, avvito il silenziatore.
-Fermati Alfonsito… fuori dalla carretera, che la provo
Si… mi va… va bene per il lavoro.
Una settimana passa, studio la situazione, la rivedo, viaggia su un fuoristrada stratosferico, potrei fare il lavoro per strada.
No, non mi va.

Ora sono in casa sua, ho avvelenato i suoi cani, eliminato il guardiano.
-Estelita… svegliati…
E’ sempre bellissima… dorme, indossa solo un velo di camicia da notte… si sveglia di soprassalto… si siede sul letto.
-Chi è?
-Sono io… Estelita…
Passano dei lunghi attimi prima che mi riconosca nella penombra.
-Tu… ma che ci fai qui…? Mio marito…
-Sono qui per Graciela… Estelita… e tuo marito non c’è Estelita…
Non capisce… ha senso spiegarle il perchè?
Vede la pistola e ora le è chiaro.
-No, no…
Si alza dal suo letto… lascia cadere a terra quel velo.
-Ti prego… ti voglio ancora ora come allora… dai… guardami… non puoi avermi dimenticato…
No… non ti ho dimenticato e non ti dimenticherò mai.
Ho ancora voglia di te… da allora, quante volte ho sognato di tornare ad accarezzare i globi dei tuoi seni, di mordere i tuoi capezzoli, di sentire i tuoi gemiti, anche ora vorrei buttare la pistola e prenderti fra le braccia…. cercare di rivivere le emozioni di allora, ma so che non è possibile, il tempo non è passato senza modificare le cose, quei momenti sono irripetibili…
Adios my querida, sei una delle donne che ho amato.
Lo faccio… e sprofondo.
Poi… a cose fatte… metto un pò sottosopra, simulo una rapina.
Esco e mi faccio portare sulla strada per Alujela.
-Ferma la macchina… Alfonsito… e scendiamo…
Capisce al volo… mi prega… mi implora di risparmiarlo.
cazzo…. ragazzo! Mi piange il cuore ma non posso lasciarti vivo dietro di me… e hai solo poco più di ventanni, dio… che schifo!
Lungo la strada verso Golfito butto la pistola, poi do fuoco alla macchina e raggiungo a piedi il deposito dei bus, torno a Panama City.

Miguel, ho pagato il debito, una vita per una vita.

Hasta la vista amigo… hasta siempre…

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